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Cos’è e come funziona il Growth Hacking

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Il termine “Growth Hacking” è stato coniato nel 2010 da Sean Ellis ed indica quell’insieme di strategie di web marketing orientate nel far crescere un’attività in modo veloce tramite l’acquisizione di numeri maggiori di clientela.

Questa tecnica, anche se particolarmente dedicata alle Start-up, in realtà può migliorare le vendite anche a piccole, medie e grandi imprese.

L’unico obiettivo del Growth Hacker è la crescita grazie ad una conoscenza a tutto tondo del marketing online, ma con dei plus come nozioni di programmazione ed una dose di creatività che gli permette di sviluppare strategie innovative, economiche e di successo, ricorrendo inoltre a strumenti come AdRoll, Optimize Press, Trakio, AdEspresso, ecc…

I canali e gli strumenti utilizzati nel Growth Hacking per far crescere un’impresa variano in base a tre fattori: la tipologia del cliente, la categoria merceologica ed il tipo di prodotto o servizio, ma in modo predominante si useranno Google per le ricerche e Facebook e Instagram per la promozione.

È necessario inoltre conoscere le risorse per l’automazione delle attività di marketing e retargeting per riuscire a targetizzare l’audience con il giusto messaggio massimizzando risposte e conversioni dei potenziali clienti le cui statistiche verranno approfondite poi tramite ad esempio Google Analytics o Huspot.

Una corretta strategia di Growth Hacking si basa fondamentalmente su questo percorso:

A) RICHIESTA
Bisogna innanzitutto assicurarsi che un prodotto abbia mercato, non basandosi su sensazioni teoriche fuori da ogni contesto perchè nemmeno il budget più alto possibile dedicato al marketing riuscirà a far vendere un prodotto di cui non vi è richiesta.

B) OBIETTIVI
Ogni strategia sarà targetizzata al contesto in cui deve operare per raggiungere le finalità desiderate, quindi se si lavora per una start-up si cercherà di acquisire una massa critica rilevante di utenti, se invece si opera per un’azienda si cercherà di intercettare un nuovo segmento per la vendita di prodotti.

C) OTTIMIZZAZIONE
Se uno degli obiettivi è ad esempio aumentare il traffico sul sito web, lo si dovrà dividere in tre parti sulle quali intervenire, come l’aumento dei contenuti, l’incremento degli iscritti per l’invio di newsletter e la diminuzione della frequenza di rimbalzo, facendo successivamente test e misurazioni.

D) ANALISI
A meno che il prodotto o servizio offerto non sia eccezionalmente unico, caso molto improbabile, è necessario analizzare chi lo ha già presentato, cosa ha funzionato ma soprattutto cosa “non ha funzionato”, evitando così di ripetere i suoi stessi errori.

E) PUNTI DI FORZA
Evidenziare sempre l’unicità e le peculiarità della proposta offerta, perchè si sa che le persone sono più predisposte a pagare per un prodotto che risolva i loro problemi, esaudisca i loro desideri o le appaghi.

F) STRUMENTI
Utilizzare tutti i tool corretti per la misurazione della strategia di Growth Hacking analizzando così gli incrementi delle vendite, il traffico sul sito, il comportamento degli utenti e così via.

G) DEFINIZIONE
Se dalle analisi effettuate si evince che la pubblicazione di un numero definito di post alla settimana restituisce un incremento considerevole di visite misurato, si potrà verificare empiricamente la strategia di Growth Hacking.

H) TARGETIZZAZIONE
È sbagliato disperdere energie e risorse nella ricerca di una vasta fetta di mercato, la logica è focalizzarsi unicamente sul proprio target ideale che porterà molti più profitti.

Definito questo percorso bisogna ricordarsi che il processo da effettuare dovrà essere creativo, adattabile, espandibile e soprattutto rapido per ottenere ritorni adeguati e soprattutto soddisfacenti.

Per qualsiasi informazione per la Vostra strategia di Growth Hacking, Creative ADV è a completa disposizione, contattateci!!!

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